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venerdì 19 ottobre 2012

Estratto di semi di pompelmo per curare la candida



candida vaginale e cure naturali candida
Contro la candida vaginale è possibile affrontare terapie farmacologiche tradizionali sia per via orale che topiche attraverso l’applicazione di creme od ovuli, ma anche la natura mette a disposizione importanti strumenti di contrasto alla malattia, col duplice vantaggio di risultati efficienti e assenza di possibili effetti collaterali.

Ottimi risultati, fino alla completa guarigione, si possono ad esempio ottenere semplicemente seguendo una corretta alimentazione, ricca di fibre e povera di zuccheri, la stessa in grado di svolgere anche una potente funzione preventiva contro l’insorgenza dell’infiammazione dovuta al propagarsi incontrollato del fungo saccaromiceta.

Alcune sostanze in particolare avrebbero poi virtù più marcate come nel caso dei semi di pompelmo, il cui estratto dalla potente azione antimicrobica e in grado di rafforzare il sistema immunitario risulta particolarmente efficace nella cura della candida vaginale.

Gli ottimi risultati dell’estratto di semi di pompelmo sono dovuti principalmente alla presenza nel frutto di bioflavonoidi, sostanze naturalmente antiossidanti e in grado di inibire diversi batteri, virus e funghi, tra i quali anche la candida albicans. La sua efficacia è stata tra l’altro dimostrata sia in caso di candidosi in fase acuta che recidivante.

mercoledì 19 settembre 2012

L’utilità del tampone per smascherare la candida



candida vaginale e tampone
Candida di nome ma non di fatto: a dispetto del proprio appellativo, il fungo candida albicans è un vero tormento per gran parte delle donne, che almeno una volta nel corso della loro vita si trovano a doverla combattere. Solitamente asintomatico, in quanto in condizioni normali convive serenamente con l’organismo all’interno della parete intestinale, quando muta in patogeno questo fungo diventa infatti davvero insopportabile, come nel caso della sua manifestazione in forma di candida vaginale.

Nel momento in cui questo scomodo ospite fa notare la sua presenza, originata da un’alterazione nell’equilibrio della stessa flora batterica intestinale (e dunque in buona parte scongiurabile attraverso una corretta alimentazione ricca di fibre e povera di cibi “fermentanti”), la normale “sfera intima” femminile viene turbata da una gamma di effetti sgradevoli che vanno dal bisogno frequente di urinare alla presenza di dolori addominali, da prurito e bruciore a secrezioni vaginali biancastre o verdastre, talvolta maleodoranti.

Per stabilire tuttavia se si tratti davvero di candida vaginale o di un altro tipo di infezione di tipo batterico, è stata dimostrata l’efficacia del tampone vaginale. Questo semplice test consente infatti al medico ginecologo di “catturare” un piccolo campione di secrezione vaginale attraverso un delicato prelievo con un cotton fioc, esattamente come succede per il tampone vaginale al termine della gravidanza per scongiurare la presenza di streptococco.

Il tampone è tra i metodi più impiegati proprio nella ricerca diagnostica della candidosi vaginale, che oltre che da un metabolismo imperfetto degli zuccheri può essere causata anche da un abbassamento improvviso delle difese immunitarie, magari a seguito di una terapia a base di antibiotici. Questo importante esame diagnostico tenderà per prima cosa a verificare il livello del pH vaginale, che in condizioni di normalità ha un valore pari a 4, per poi procedere alla rilevazione di cellule e lattobacilli e di eventuali presenze fungine per stabilire la natura dell’agente patogeno alla base dell’infiammazione.