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venerdì 19 ottobre 2012

Estratto di semi di pompelmo per curare la candida



candida vaginale e cure naturali candida
Contro la candida vaginale è possibile affrontare terapie farmacologiche tradizionali sia per via orale che topiche attraverso l’applicazione di creme od ovuli, ma anche la natura mette a disposizione importanti strumenti di contrasto alla malattia, col duplice vantaggio di risultati efficienti e assenza di possibili effetti collaterali.

Ottimi risultati, fino alla completa guarigione, si possono ad esempio ottenere semplicemente seguendo una corretta alimentazione, ricca di fibre e povera di zuccheri, la stessa in grado di svolgere anche una potente funzione preventiva contro l’insorgenza dell’infiammazione dovuta al propagarsi incontrollato del fungo saccaromiceta.

Alcune sostanze in particolare avrebbero poi virtù più marcate come nel caso dei semi di pompelmo, il cui estratto dalla potente azione antimicrobica e in grado di rafforzare il sistema immunitario risulta particolarmente efficace nella cura della candida vaginale.

Gli ottimi risultati dell’estratto di semi di pompelmo sono dovuti principalmente alla presenza nel frutto di bioflavonoidi, sostanze naturalmente antiossidanti e in grado di inibire diversi batteri, virus e funghi, tra i quali anche la candida albicans. La sua efficacia è stata tra l’altro dimostrata sia in caso di candidosi in fase acuta che recidivante.

lunedì 15 ottobre 2012

Quando il mal di testa è “mensile”



mal di testa cause e mestruazioni
Il rapporto mal di testa-cause può rivelarsi sfortunatamente una sorta di costante nella vita fertile di molte donne. Tra le forme più diffuse di emicrania che affliggono l’universo femminile c’è infatti anche il cosiddetto “mal di testa da mestruazioni”, che colpisce le malcapitate a cadenza più o meno regolarmente mensile.

Si stima ad esempio che tra tutte le donne che soffrono di emicrania, oltre il 60% sia afflitto da forme legate al verificarsi del ciclo mestruale. Il meccanismo per cui la testa duole quando l’apparato riproduttivo femminile si prepara a una nuova ovulazione è da ricercare nei bruschi cambiamenti ormonali che si verificano.

In particolare, il mal di testa da mestruazioni si divide in due forme principali, ovvero l’emicrania mestruale pura e l’emicrania correlata alle mestruazioni. Nel primo caso, gli attacchi dolorosi si verificano in concomitanza con lo stesso ciclo mestruale (da due giorni prima a un paio o tre dopo), mentre nella seconda ipotesi l’emicrania segue la “periodicità” delle mestruazioni (dunque mensile) pur palesandosi però in giornate diverse e più lontane dal ciclo.

Per quanto riguarda l’incidenza, il 10% circa delle donne colpite da emicrania soffre per una forma di emicrania mestruale pura, mentre oltre la metà ha a che fare con la forma correlata.

domenica 14 ottobre 2012

Mal di testa: c’è anche quello “da turni”



mal di testa cause e mal di testa da turni
La regolarità di un buon sonno, si sa, rappresenta sempre più la chiave di un buono stato di forma fisica e dunque, di conseguenza, di salute in senso più ampio. Il giusto riposo è una delle armi migliori che il nostro organismo ha a sua disposizione per sostenere le difese immunitarie, e la sua mancanza di contro può dar origine a diversi problemi di diversa entità.

Mal di testa: cause sempre più vaste e specifiche sono alla base di emicranie e cefalee che più o meno regolarmente assillano milioni di italiani. Tra le innumerevoli tipologie di mal di testa ce n’è una legata in particolare proprio al riposo e ai ritmi del sonno.

Si tratta del cosiddetto “mal di testa da turni di lavoro”, che si verifica quando il lavoratore è sottoposto a continui cambiamenti di orari nell’ambito della sua attività che lo costringono a dormire ora di giorno, ora di notte, poi ancora di giorno e così via, alternando in continuazione il periodo in cui dedicarsi al riposo e dunque al recupero di preziose energie vitali.

Nei soggetti particolarmente sensibili, il mal di testa può insorgere anche dopo brevissimo tempo a segnalare la difficoltà dell’organismo a seguire ritmi irregolari, come capita di frequente ad alcune categorie di lavoratori come operai turnisti, infermieri e medici soggetti a turni e reperibilità, camionisti costretti a viaggiare di notte, e così via.

mercoledì 10 ottobre 2012

In autunno un pieno di sali minerali nei grappoli



sali minerali e antiossidanti
La stagionalità degli alimenti, frutti e piante in primis, è sempre stata di enorme supporto alla medicina nella terapia di diverse patologie, ed è in tal senso che la natura ci viene in aiuto offrendo prodotti dall’alto potere nutrizionale e anche curativo – ricchi soprattutto di vitamine e sali minerali – in grado di aiutare sensibilmente l’organismo nel rafforzare le proprie difese nei confronti di vari malanni, primi fra tutti i fastidiosi disturbi respiratori e influenzali.

Solo in apparenza più avaro di vegetazione e di frutti rispetto all’estate, anche l’autunno offre numerose “medicine naturali” di cui approfittare per dare una sferzata di vigore al sistema immunitario. Una vera e propria miniera di sali minerali, vitamine e sostanze altamente antiossidanti come i flavonoidi, il resveratrolo, le antocianine e i polifenoli, l’uva è ad esempio un frutto davvero portentoso per il benessere psicofisico dell’organismo.

Portare qualche bel grappolo in tavola è infatti una raccomandazione frequente da parte dei medici nutrizionisti, proprio in virtù delle proprietà antiossidanti, energetiche e depurative che l’uva è in grado di assicurare un’ottima protezione contro l’invecchiamento cellulare. La lista dei benefici si allunga poi ulteriormente grazie all’azione antibatterica della quercetina, efficace anche nell’aumento del colesterolo buono, e a quella “ringiovanente” della vitamina C contenuta negli acini, che oltre a rinforzare i capillari e le ossa contribuisce anche a dare un aspetto più luminoso alla pelle.

giovedì 27 settembre 2012

Gli italiani colpiti da cefalee per abuso di “farmaci fai da te”



mal di testa e mal di testa cause
Mal di testa,cause non sempre conosciute. Non è questo però il caso delle cefalee che si è appurato derivino da un eccessivo ricorso ai medicinali. I mal di testa legati in qualche modo a un utilizzo sbagliato dei farmaci, che spesso gli italiani tendono anche ad autoprescriversi abusando troppo spesso dei prodotti farmaceutici da banco, risultano in costante aumento, tanto da aver portato i medici a coniare la definizione di mal “cefalea da overuse”.

Il problema è poi ancor più grave di quanto si possa credere se si considera che i mal di testa originati da un eccessivo consumo di farmaci tendono facilmente a cronicizzarsi, divenendo dunque un ospite alquanto scomodo e “a tempo indeterminato”. Questa particolare tipologia di disturbo che attanaglia le nostre “meningi” con violenti attacchi dolorosi è oltretutto ben più frequente di quanto si immagini, arrivando a rappresentare una quota compresa addirittura tra il 30 e il 50% di tutti i mal di testa “dichiarati” presso i Centri Cefalee.

A dichiararlo è stata di recente la stessa Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee (ANIRCEF) nel corso di un convegno tenuto nella cittadina bergamasca di Sarnico, che ha evidenziato come nel nostro Paese molte persone siano abituate a far incetta di antinfiammatori, spesso senza ricorrere al consiglio del medico, creando un pericolosissimo circolo vizioso che li rende soggetti, appunto, a mal di testa ricorrenti dovuti proprio all’abuso di farmaci.

Il meccanismo che si viene a creare infatti è quello per cui di fronte a un eccessivo ricorso ai medicinali analgesici si innesca una minore sopportazione del dolore e dunque un abbassamento della soglia, portando la persona a ricercare sempre un maggior supporto da parte dei farmaci, con il paradossale effetto di riuscire a mutare una cefalea in origine episodica in una forma invece cronicizzata. Resta dunque di primaria importanza la necessità di rivolgersi al medico curante prima di avviare qualsiasi trattamento terapeutico analgesico.

lunedì 24 settembre 2012

Combattere la candida col mirtillo rosso

Ancora una volta la natura si conferma quanto mai preziosa nell’ambito della prevenzione e della terapia di numerosi disturbi di salute.
Uno degli ultimi rimedi naturali di maggior successo riguarda la serie delle patologie legate alla sfera intima femminile come ad esempio la candida vaginale e altre infiammazioni, e vede come protagonista un frutto succoso e gustoso come il mirtillo rosso.
Questo prezioso alimento, appartenente alla categoria dei “piccoli frutti” già tanto raccomandati per le loro proprietà antiossidanti, è infatti un ottimo antibiotico naturale dall’azione disinfettante per le vie urinarie e la sua assunzione mette al riparo dalla “presa” dei germi sulle pareti della vescica scongiurando così l’insorgere di stati infiammatori come quelli legati alla cistite e alla candidosi. Oltre che a un’importante azione preventiva, il mirtillo rosso ha dimostrato buona efficacia anche nella riduzione della sintomatologia, e dunque un buon effetto anche terapeutico.
L’ottima valenza del mirtillo rosso nel contrasto alla candida vaginale conferma una volta di più la grande importanza – proprio in relazione a questa specifica patologia – di assumere una corretta alimentazione che consenta alla flora batterica intestinale di mantenere quell’equilibrio necessario a scongiurare la mutazione in patogena della “colonia” del fungo candida albicans che normalmente abita pacificamente la nostra “pancia”.
L’azione del mirtillo rosso funge in particolare da forte contrasto alle condizioni che inducono il fungo responsabile della candida a prosperare nutrendosi di sostanze zuccherine e di lieviti, fornendo invece i preziosissimi antociani, che in sinergia con flavonoidi e acido citrico favoriscono un processo di acidificazione delle urine con effetto antibatterico, abbassando di fatto il pH vaginale.

mercoledì 19 settembre 2012

L’utilità del tampone per smascherare la candida



candida vaginale e tampone
Candida di nome ma non di fatto: a dispetto del proprio appellativo, il fungo candida albicans è un vero tormento per gran parte delle donne, che almeno una volta nel corso della loro vita si trovano a doverla combattere. Solitamente asintomatico, in quanto in condizioni normali convive serenamente con l’organismo all’interno della parete intestinale, quando muta in patogeno questo fungo diventa infatti davvero insopportabile, come nel caso della sua manifestazione in forma di candida vaginale.

Nel momento in cui questo scomodo ospite fa notare la sua presenza, originata da un’alterazione nell’equilibrio della stessa flora batterica intestinale (e dunque in buona parte scongiurabile attraverso una corretta alimentazione ricca di fibre e povera di cibi “fermentanti”), la normale “sfera intima” femminile viene turbata da una gamma di effetti sgradevoli che vanno dal bisogno frequente di urinare alla presenza di dolori addominali, da prurito e bruciore a secrezioni vaginali biancastre o verdastre, talvolta maleodoranti.

Per stabilire tuttavia se si tratti davvero di candida vaginale o di un altro tipo di infezione di tipo batterico, è stata dimostrata l’efficacia del tampone vaginale. Questo semplice test consente infatti al medico ginecologo di “catturare” un piccolo campione di secrezione vaginale attraverso un delicato prelievo con un cotton fioc, esattamente come succede per il tampone vaginale al termine della gravidanza per scongiurare la presenza di streptococco.

Il tampone è tra i metodi più impiegati proprio nella ricerca diagnostica della candidosi vaginale, che oltre che da un metabolismo imperfetto degli zuccheri può essere causata anche da un abbassamento improvviso delle difese immunitarie, magari a seguito di una terapia a base di antibiotici. Questo importante esame diagnostico tenderà per prima cosa a verificare il livello del pH vaginale, che in condizioni di normalità ha un valore pari a 4, per poi procedere alla rilevazione di cellule e lattobacilli e di eventuali presenze fungine per stabilire la natura dell’agente patogeno alla base dell’infiammazione.

sabato 15 settembre 2012

Quando il mal di testa è familiare e con o senz’aura



mal di testa cause e cefalea
Nonostante sia tra le patologie in assoluto più diffuse al mondo, con 6 milioni di persone solo in Italia colpite regolarmente da emicrania, il mal di testa resta tra quelle sulle cui cause permane ancora una certa “nebbia”. Maldi testa: cause ignote dunque? Se non se conosce sempre l’origine, è invece noto il meccanismo attraverso cui l’emicrania si manifesta nei suoi malcapitati ospiti, che spesso vengono “immobilizzati” da un dolore acuto e pulsante localizzato in una metà del capo e spesso accompagnato da nausea e vomito, con un’ipersensibilità a rumori, luce e odori. In poche parole, si ha come la sensazione che il cervello sia fortemente “infiammato” e si è insofferenti a qualsiasi cosa.

Quasi un sesto delle persone colpite da emicrania (il 15%) è poi soggetto a un’ulteriore  alterazione neurologica connessa e concomitante con il mal di testa, ovvero la cosiddetta “aura”: si tratta di disturbi del campo visivo o della sensibilità (può capitare ad esempio di avvertire formicolio a un braccio), oppure difficoltà nel trovare le parole giuste per esprimersi. Di solito, tali “alterazioni” tendono a esaurirsi nell’arco di una mezzora per poi “dare spazio” al mal di testa. Nell’ipotesi in cui si presentino i soli “sintomi collaterali” senza il mal di testa stesso, si verifica invece il caso dell’emicrania senz’aura.

Quanto alle cause, invece, tra i fattori scatenanti ritenuti maggiormente responsabili vi sono principalmente lo stress, variazioni nei livelli ormonali, cambiamenti climatici, alcuni cibi e l’esposizione eccessiva a rumori e odori o al sole. Dal punto di vista clinico è stata riscontrata anche una certa familiarità rilevando, nei soggetti colpiti frequentemente da emicrania, una maggior vulnerabilità del sistema nervoso verso cambiamenti di condizioni improvvisi, capaci così di modificare l’attività del cervello scatenandone l’infiammazione: una tesi peraltro avallata di recente dall’Unità operativa di Neurologia dell’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano.

venerdì 14 settembre 2012

Elaborate le prime linee guida nazionali sul melanoma

melanoma e linee guida melanoma
Negli ultimi anni, il problema della diffusione a livello mondiale dei casi di melanoma ha assunto dimensioni tali da indurre  numerosi Ministeri della salute a pubblicare delle vere e proprie linee nazionali guida cui nell’obiettivo di fornire un utile strumento al quale attenersi per la prevenzione e la terapia di questa serissima patologia, sempre più insidiosa.

In Italia, sono fresche di pubblicazione le “Linee guida nazionali sulla diagnosi e terapia del melanoma cutaneo”, una sorta di autorevole vademecum che, elaborato da un pool di luminari di più discipline mediche coordinati dall’Agrenzia per i Servizi Nazionali (AGENAS) in collaborazione con gli Istituti Regina Elena e San Gallicano di Roma, indica raccomandazioni e indirizzi clinico-organizzativi utili agli stessi medici come orientamento nella gestione della malattia.

Il melanoma rappresenta anche nel nostro Paese una forma di neoplasia dall’incidenza particolarmente rilevante, che nel corso degli ultimi 20 anni ha superato la soglia del 4% annuo di nuovi casi, attualmente stimati in 14,3 ogni 100.000 uomini (13,6 la “quota” tra le donne). Con una tendenza che conferma la maggior incidenza tra gli uomini di contro a un rallentamento nell’espansione tra le donne, il melanoma cutaneo è tra le forme tumorali che si sviluppano in grande percentuale anche in giovane età, con oltre la metà dei casi diagnosticati entro i 59 anni di età.

Di fatto, comunque, la prima importante raccomandazione rivolta dalle Linee guida nazionali ai medici nell’obiettivo di indicare loro il modo più adeguato per una corretta prevenzione primaria e secondaria non è altro che quella già nota a molti cittadini grazie a una buona sensibilizzazione attuata negli ultimi anni, ovvero la necessità di sottoporsi periodicamente a una mappatura totale dei nei presenti sull’intero corpo, in modo da confrontarli a intervalli di tempo stabiliti e poter intervenire per tempo in caso di trasformazioni anomale che possano preludere alla formazione di un melanoma. Tra le altre cose, le Linee guida raccomandano poi di tenere in primaria considerazione la quantità complessiva dei nei, il tipo di pelle (fototipo) ed eventuali episodi di scottature in età infantile, oltre a un’analisi del quadro famigliare in rapporto alla malattia, che ha evidenziato un 10% dei casi legati a familiarità.

domenica 19 agosto 2012

Candida: nuovi rimedi da omeopatia e fitoterapia



candida vaginale e medicina naturale

È ormai risaputo come una corretta alimentazione ricca di fibre e in generale di frutta e verdura e dunque una buona funzionalità digestiva siano alla basse di un’efficace prevenzione contro la candida vaginale, di cui è responsabile una proliferazione anomala e incontrollata della candida albicans, fungo che abita normalmente nelle pareti intestinali.

I fermenti lattici presenti ad esempio nello yogurt o in certi tipi di stracchino, oppure compresse di argilla in grado di assorbire le tossine prodotte dall’albicans e disintossicare l’intestino, sono alcuni ottimi esempi di barriere naturali da adottare contro il proliferare del fungo.

Parallelamente, si potrà cercare di rinforzare la funzionalità intestinale assumendo ad esempio dosi di erbe in tal senso medicamentose come anice, finocchio o cumino. Quanto al trattamento locale, la candida vaginale già conclamata può invece essere trattata attraverso l’applicazione di prodotti, ad esempio a base di calendula o propoli, direttamente a contatto con la zona interessata.

Si possono poi effettuare lavande vaginali con acqua addizionata di bicarbonato, in grado di abbassare il livello di acidità e dunque di rendere vita difficile allo sviluppo del fungo incriminato. Le principali armi a disposizione per contrastare questa patologia dal nome così “candido” a dispetto della sua natura particolarmente insidiosa arrivano dunque, ancora una volta, dalla natura.

venerdì 17 agosto 2012

Anche un gelato tra le cause del mal di testa



mal di testa cause e gelato
Mal di testa cause: un rapporto sempre più difficile da interpretare e nel quale si inseriscono sempre nuovi “soggetti”. L’universo che riunisce le varie cause scatenanti di emicranie e cefalee è infatti particolarmente sconfinato.

L’ultimo “sospettato” a finire sul banco degli imputati, in realtà già “processato” come responsabile di intensi mal di testa, è nientemeno che una leccornia, un vero piacere del gusto come il gelato, autentica goloseria tutta italiana.

Spesso e volentieri può infatti capitare di essere presi da forti mal di testa mentre si è intenti a gustare un buon gelato, oppure a sorseggiare una bibita ghiacciata, certamente rinfrescante ma mai salutare. Gelati, ghiaccioli e bevande molto fredde, non appena vengono a contatto con il palato, scatenano infatti una veloce e notevole dilatazione dell’arteria cerebrale anteriore, con relativo aumento repentino del flusso di sangue, portando il cervello a comunicare lo stato di allarme attraverso una sensazione di forte dolore, non ignorabile.

La tesi del “mal di testa da gelato”, che aggiunge dunque un nuovo capitolo al tema del “mal di testa/cause”, è stata messa a punto dai ricercatori statunitensi della Harvard Medical School di Boston, che l’hanno presentata ufficialmente al recente convegno “Experimental Biology 2012” a San Diego, in California.

venerdì 10 agosto 2012

I sali minerali nel “tubetto”


sali minerali e dentifricio sali minerali
Solitamente si è più abituati a sentirne parlare nell’ambito di consigli e notizie riguardanti una corretta alimentazione, e comunque in ambito nutrizionale, ma i sali minerali rivestono una grande importanza anche in altre sfere della salute, una delle quali è quella riguardante l’igiene dentale.
Sono infatti molti i sali minerali che possiamo normalmente trovare nel “tubetto”, ovvero nella composizione del dentifricio. In generale privi di sostanze tensioattive, quelle imputate di produrre una sorta di “effetto schiuma”, i dentifrici a base di sali minerali sono di regola indicati per una pulizia dentale efficace ed accurata ma al tempo stesso “delicata”, ottima ad esempio nella prevenzione delle gengiviti.
Tra i sali minerali comunemente più utilizzati come ingredienti nella produzione della pasta del dentifricio il ruolo di protagonista principale spetta senza dubbio al fluoro, immancabile in ogni “tubetto” sia per la sua principale funzione mineralizzante dello smalto che per la capacità di contrastare l’azione dei batteri della placca e dunque l’insorgere della carie.
Oltre al fluoro, tra i più utilizzati si trovano poi lo zinco e lo iodio. Le uniche raccomandazioni di cautela per il loro utilizzo riguardano i bambini al di sotto dei 6 anni di età, che potrebbero risentire dell’ingestione di anche minime quantità di dentifricio, o incorrere nella pericolosa fluorosi, legata appunto a un eccesso di fluoro.

martedì 7 agosto 2012

Labirintite, un’infiammazione che disorienta


labirintite e perdita di equilibrio
Una comunicazione “distorta” tra l’orecchio interno e il cervello per quanto riguarda i “parametri” del corretto equilibrio del corpo oppure problemi legati a variazioni della pressione auricolare, frequenti ad esempio in caso di viaggi aerei o di immersioni subacquee, possono creare seri problemi in grado di mettere talvolta anche in pericolo l’incolumità di chi è vittima di labirintite.
I responsabili di questo serissimo problema sanitario sono in genere batteri dello stesso gruppo che scatena anche meningiti e otiti, tra i quali figurano anche i famosi streptococco, stafilococco ed escherichia coli.
Di fatto, la labirintite rappresenta un’infiammazione dell’apparato uditivo interno, ma anziché portare principalmente danni diretti localizzati all’orecchio si manifesta attraverso disturbi importanti a carico soprattutto dell’equilibrio del corpo, che può anche venire letteralmente a mancare di punto in bianco, con manifestazione di vertigini e nausea.
Pur se con scarso supporto di prove scientifiche, si ritiene tuttavia che diversi virus (tra i quali quelli influenzale e parainfluenzale, l’adenovirus del comune raffreddore, il cytomegalovirus e i “ceppi” di parotite, varicella, morbillo, rosolia e herpes simplex) possano essere alla base dell’infiammazione del labirinto.

venerdì 3 agosto 2012

Difese immunitarie sempre al top per prevenire la bronchite



bronchite e prevenzione bronchite
Come il raffreddore, con la tosse e il mal di gola che si porta dietro, anche la bronchite rappresenta uno dei più frequenti disturbi respiratori, i cosiddetti malanni “da raffreddamento”, spesso erroneamente ritenuti “stagionali” dato che colpiscono sempre più soventemente anche in estate.
Bronchite e soci aggrediscono infatti le nostre vie respiratorie, ma solo quando trovano il terreno giusto per poterci “mettere radici”. Perché ciò avvenga, infatti, naso, gola e bronchi devono presentarsi deficitari nelle loro barriere difensive, presso cui i virus sono sempre pronti ad aprirsi una breccia.
Il segreto principale per tenerli alla larga, dunque, sta nel mantenere il più possibile in perfetta forma il proprio sistema immunitario, e per quanto di conoscenza comune alcune importanti misure consistono nell’assumere buone dosi di frutta e verdura (e in generale fibre e antiossidanti), poi nel garantirsi un adeguato riposo stimato nelle classiche 8 ore di sonno, e nell’affrontare una regolare attività fisica.
Non c’è bisogno di sostenere sforzi eccessivi, anzi: un’attività fisica anche “blanda” ma costante ha dimostrato da tempo effetti positivi sul sistema immunitario, grazie alla stimolazione nella produzione di ormoni del benessere. Al contrario, è ugualmente comprovato come periodi di stress siano legati alla produzione di cortisolo, definito appunto anche l’ormone dello stress, responsabile di abbassamento delle difese immunitarie e dunque anche del più facile insorgere di disturbi come la bronchite.

domenica 20 novembre 2011

Il benessere dei nostri piedi

Spesso si ha un certo pudore nel parlare dei propri piedi ed alcune persone non li mostrano con piacere. Ma invece un piede curato, dalla pelle morbida, ben idratata è simbolo di grande femminilità, oltre che di amore verso se stesse. I nostri piedi sono un organo importantissimo che ci permette di mantenere la posizione eretta e soprattutto una corretta postura del piede influenza in maniera positiva anche l’assetto della colonna vertebrale.

Per mantenere i nostri piedi in buona salute basta molto poco: lavarli tutti i giorni con acqua tiepida e sapone come facciamo con le nostre mani e usare cosmetici specifici, come delle buone creme idratanti su tutta la superficie del piede insistendo sul tallone, dove spesso possono crearsi calli e screpolature. Tagliare le unghie con regolarità seguendo l’andamento naturale delle nostre dita e utilizzare calzature comode, traspiranti, con un tacco di 4/5 cm.