Ancora una volta la natura si conferma quanto mai preziosa nell’ambito della prevenzione e della terapia di numerosi disturbi di salute.
Uno degli ultimi rimedi naturali di maggior successo riguarda la serie delle patologie legate alla sfera intima femminile come ad esempio la candida vaginale e altre infiammazioni, e vede come protagonista un frutto succoso e gustoso come il mirtillo rosso.
Questo prezioso alimento, appartenente alla categoria dei “piccoli frutti” già tanto raccomandati per le loro proprietà antiossidanti, è infatti un ottimo antibiotico naturale dall’azione disinfettante per le vie urinarie e la sua assunzione mette al riparo dalla “presa” dei germi sulle pareti della vescica scongiurando così l’insorgere di stati infiammatori come quelli legati alla cistite e alla candidosi. Oltre che a un’importante azione preventiva, il mirtillo rosso ha dimostrato buona efficacia anche nella riduzione della sintomatologia, e dunque un buon effetto anche terapeutico.
L’ottima valenza del mirtillo rosso nel contrasto alla candida vaginale conferma una volta di più la grande importanza – proprio in relazione a questa specifica patologia – di assumere una corretta alimentazione che consenta alla flora batterica intestinale di mantenere quell’equilibrio necessario a scongiurare la mutazione in patogena della “colonia” del fungo candida albicans che normalmente abita pacificamente la nostra “pancia”.
L’azione del mirtillo rosso funge in particolare da forte contrasto alle condizioni che inducono il fungo responsabile della candida a prosperare nutrendosi di sostanze zuccherine e di lieviti, fornendo invece i preziosissimi antociani, che in sinergia con flavonoidi e acido citrico favoriscono un processo di acidificazione delle urine con effetto antibatterico, abbassando di fatto il pH vaginale.
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lunedì 24 settembre 2012
mercoledì 19 settembre 2012
L’utilità del tampone per smascherare la candida
Candida di nome ma non di
fatto: a dispetto del proprio appellativo, il fungo candida albicans è un vero
tormento per gran parte delle donne, che almeno una volta nel corso della loro
vita si trovano a doverla combattere. Solitamente asintomatico, in quanto in
condizioni normali convive serenamente con l’organismo all’interno della parete
intestinale, quando muta in patogeno questo fungo diventa infatti davvero
insopportabile, come nel caso della sua manifestazione in forma di candida vaginale.
Nel momento in cui questo
scomodo ospite fa notare la sua presenza, originata da un’alterazione
nell’equilibrio della stessa flora batterica intestinale (e dunque in buona
parte scongiurabile attraverso una corretta alimentazione ricca di fibre e
povera di cibi “fermentanti”), la normale “sfera intima” femminile viene
turbata da una gamma di effetti sgradevoli che vanno dal bisogno frequente di
urinare alla presenza di dolori addominali, da prurito e bruciore a secrezioni
vaginali biancastre o verdastre, talvolta maleodoranti.
Per stabilire tuttavia se
si tratti davvero di candida vaginale o di un altro tipo di infezione di tipo
batterico, è stata dimostrata l’efficacia del tampone vaginale. Questo semplice
test consente infatti al medico ginecologo di “catturare” un piccolo campione
di secrezione vaginale attraverso un delicato prelievo con un cotton fioc,
esattamente come succede per il tampone vaginale al termine della gravidanza
per scongiurare la presenza di streptococco.
Il tampone è tra i metodi
più impiegati proprio nella ricerca diagnostica della candidosi vaginale, che
oltre che da un metabolismo imperfetto degli zuccheri può essere causata anche
da un abbassamento improvviso delle difese immunitarie, magari a seguito di una
terapia a base di antibiotici. Questo importante esame diagnostico tenderà per
prima cosa a verificare il livello del pH vaginale, che in condizioni di
normalità ha un valore pari a 4, per poi procedere alla rilevazione di cellule
e lattobacilli e di eventuali presenze fungine per stabilire la natura
dell’agente patogeno alla base dell’infiammazione.
domenica 19 agosto 2012
Candida: nuovi rimedi da omeopatia e fitoterapia
È ormai risaputo come una
corretta alimentazione ricca di fibre e in generale di frutta e verdura e
dunque una buona funzionalità digestiva siano alla basse di un’efficace
prevenzione contro la candida vaginale, di cui è responsabile una
proliferazione anomala e incontrollata della candida albicans, fungo che abita
normalmente nelle pareti intestinali.
I fermenti lattici
presenti ad esempio nello yogurt o in certi tipi di stracchino, oppure
compresse di argilla in grado di assorbire le tossine prodotte dall’albicans e
disintossicare l’intestino, sono alcuni ottimi esempi di barriere naturali da
adottare contro il proliferare del fungo.
Parallelamente, si potrà
cercare di rinforzare la funzionalità intestinale assumendo ad esempio dosi di
erbe in tal senso medicamentose come anice, finocchio o cumino. Quanto al
trattamento locale, la candida vaginale già conclamata può invece essere
trattata attraverso l’applicazione di prodotti, ad esempio a base di calendula
o propoli, direttamente a contatto con la zona interessata.
Si possono poi effettuare
lavande vaginali con acqua addizionata di bicarbonato, in grado di abbassare il
livello di acidità e dunque di rendere vita difficile allo sviluppo del fungo
incriminato. Le principali armi a disposizione per contrastare questa patologia
dal nome così “candido” a dispetto della sua natura particolarmente insidiosa
arrivano dunque, ancora una volta, dalla natura.
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