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lunedì 24 settembre 2012

Combattere la candida col mirtillo rosso

Ancora una volta la natura si conferma quanto mai preziosa nell’ambito della prevenzione e della terapia di numerosi disturbi di salute.
Uno degli ultimi rimedi naturali di maggior successo riguarda la serie delle patologie legate alla sfera intima femminile come ad esempio la candida vaginale e altre infiammazioni, e vede come protagonista un frutto succoso e gustoso come il mirtillo rosso.
Questo prezioso alimento, appartenente alla categoria dei “piccoli frutti” già tanto raccomandati per le loro proprietà antiossidanti, è infatti un ottimo antibiotico naturale dall’azione disinfettante per le vie urinarie e la sua assunzione mette al riparo dalla “presa” dei germi sulle pareti della vescica scongiurando così l’insorgere di stati infiammatori come quelli legati alla cistite e alla candidosi. Oltre che a un’importante azione preventiva, il mirtillo rosso ha dimostrato buona efficacia anche nella riduzione della sintomatologia, e dunque un buon effetto anche terapeutico.
L’ottima valenza del mirtillo rosso nel contrasto alla candida vaginale conferma una volta di più la grande importanza – proprio in relazione a questa specifica patologia – di assumere una corretta alimentazione che consenta alla flora batterica intestinale di mantenere quell’equilibrio necessario a scongiurare la mutazione in patogena della “colonia” del fungo candida albicans che normalmente abita pacificamente la nostra “pancia”.
L’azione del mirtillo rosso funge in particolare da forte contrasto alle condizioni che inducono il fungo responsabile della candida a prosperare nutrendosi di sostanze zuccherine e di lieviti, fornendo invece i preziosissimi antociani, che in sinergia con flavonoidi e acido citrico favoriscono un processo di acidificazione delle urine con effetto antibatterico, abbassando di fatto il pH vaginale.

mercoledì 19 settembre 2012

L’utilità del tampone per smascherare la candida



candida vaginale e tampone
Candida di nome ma non di fatto: a dispetto del proprio appellativo, il fungo candida albicans è un vero tormento per gran parte delle donne, che almeno una volta nel corso della loro vita si trovano a doverla combattere. Solitamente asintomatico, in quanto in condizioni normali convive serenamente con l’organismo all’interno della parete intestinale, quando muta in patogeno questo fungo diventa infatti davvero insopportabile, come nel caso della sua manifestazione in forma di candida vaginale.

Nel momento in cui questo scomodo ospite fa notare la sua presenza, originata da un’alterazione nell’equilibrio della stessa flora batterica intestinale (e dunque in buona parte scongiurabile attraverso una corretta alimentazione ricca di fibre e povera di cibi “fermentanti”), la normale “sfera intima” femminile viene turbata da una gamma di effetti sgradevoli che vanno dal bisogno frequente di urinare alla presenza di dolori addominali, da prurito e bruciore a secrezioni vaginali biancastre o verdastre, talvolta maleodoranti.

Per stabilire tuttavia se si tratti davvero di candida vaginale o di un altro tipo di infezione di tipo batterico, è stata dimostrata l’efficacia del tampone vaginale. Questo semplice test consente infatti al medico ginecologo di “catturare” un piccolo campione di secrezione vaginale attraverso un delicato prelievo con un cotton fioc, esattamente come succede per il tampone vaginale al termine della gravidanza per scongiurare la presenza di streptococco.

Il tampone è tra i metodi più impiegati proprio nella ricerca diagnostica della candidosi vaginale, che oltre che da un metabolismo imperfetto degli zuccheri può essere causata anche da un abbassamento improvviso delle difese immunitarie, magari a seguito di una terapia a base di antibiotici. Questo importante esame diagnostico tenderà per prima cosa a verificare il livello del pH vaginale, che in condizioni di normalità ha un valore pari a 4, per poi procedere alla rilevazione di cellule e lattobacilli e di eventuali presenze fungine per stabilire la natura dell’agente patogeno alla base dell’infiammazione.

domenica 19 agosto 2012

Candida: nuovi rimedi da omeopatia e fitoterapia



candida vaginale e medicina naturale

È ormai risaputo come una corretta alimentazione ricca di fibre e in generale di frutta e verdura e dunque una buona funzionalità digestiva siano alla basse di un’efficace prevenzione contro la candida vaginale, di cui è responsabile una proliferazione anomala e incontrollata della candida albicans, fungo che abita normalmente nelle pareti intestinali.

I fermenti lattici presenti ad esempio nello yogurt o in certi tipi di stracchino, oppure compresse di argilla in grado di assorbire le tossine prodotte dall’albicans e disintossicare l’intestino, sono alcuni ottimi esempi di barriere naturali da adottare contro il proliferare del fungo.

Parallelamente, si potrà cercare di rinforzare la funzionalità intestinale assumendo ad esempio dosi di erbe in tal senso medicamentose come anice, finocchio o cumino. Quanto al trattamento locale, la candida vaginale già conclamata può invece essere trattata attraverso l’applicazione di prodotti, ad esempio a base di calendula o propoli, direttamente a contatto con la zona interessata.

Si possono poi effettuare lavande vaginali con acqua addizionata di bicarbonato, in grado di abbassare il livello di acidità e dunque di rendere vita difficile allo sviluppo del fungo incriminato. Le principali armi a disposizione per contrastare questa patologia dal nome così “candido” a dispetto della sua natura particolarmente insidiosa arrivano dunque, ancora una volta, dalla natura.