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mercoledì 14 novembre 2012

Più di 8 milioni gli italiani col mal di testa



mal di testa e mal di testa cause
Inserito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella “top ten” dei disturbi maggiori portatori di disabilità, il mal di testa colpisce mediamente più di 8 milioni di italiani, con un rapporto di 5 a 1 a sfavore del genere femminile, che ne risulta ampiamente il più afflitto. A completare il popolo delle persone sofferenti di emicrania e cefalee, ci sono poi anche il 30% rappresentato da bambini e ragazzi in età adolescenziale.

Ad arricchire la già ampia antologia medica in fatto di “mal di testa: cause” arriva ora l’innovativa interpretazione presentata dal Prof. Lorenzo Pinessi, a capo di un gruppo di ricerca della Clinica neurologica del dipartimento di Neuroscienze di cui è direttore presso l’Università di Torino.

Per la prima volta, infatti, il Prof. Pinessi ha dimostrato come l’emicrania sia una vera e propria malattia e non invece un sintomo. Ma c’è anche di più: essa sarebbe infatti presente fin dalla nascita, determinata da alcuni specifici geni, e associata a fenomeni di riduzione focale della sostanza grigia in aree precise del cervello deputate alla modulazione del dolore.

Lo stesso gruppo di ricerca torinese ha inoltre attestato recentemente attraverso altri studi la correlazione tra cefalea e fattori di rischio come l’alcool, il sesso trasgressivo e l’obesità, aprendo nuove prospettive terapeutiche in un campo in cui si stanno affacciando nuove tecniche diagnostiche e di cura, da quelle con nuovi trattamenti hi-tech, risonanza magnetica nucleare e stimolazione suboccipitale, a quelle più naturalistiche come le tecniche di rilassamento.

lunedì 15 ottobre 2012

Quando il mal di testa è “mensile”



mal di testa cause e mestruazioni
Il rapporto mal di testa-cause può rivelarsi sfortunatamente una sorta di costante nella vita fertile di molte donne. Tra le forme più diffuse di emicrania che affliggono l’universo femminile c’è infatti anche il cosiddetto “mal di testa da mestruazioni”, che colpisce le malcapitate a cadenza più o meno regolarmente mensile.

Si stima ad esempio che tra tutte le donne che soffrono di emicrania, oltre il 60% sia afflitto da forme legate al verificarsi del ciclo mestruale. Il meccanismo per cui la testa duole quando l’apparato riproduttivo femminile si prepara a una nuova ovulazione è da ricercare nei bruschi cambiamenti ormonali che si verificano.

In particolare, il mal di testa da mestruazioni si divide in due forme principali, ovvero l’emicrania mestruale pura e l’emicrania correlata alle mestruazioni. Nel primo caso, gli attacchi dolorosi si verificano in concomitanza con lo stesso ciclo mestruale (da due giorni prima a un paio o tre dopo), mentre nella seconda ipotesi l’emicrania segue la “periodicità” delle mestruazioni (dunque mensile) pur palesandosi però in giornate diverse e più lontane dal ciclo.

Per quanto riguarda l’incidenza, il 10% circa delle donne colpite da emicrania soffre per una forma di emicrania mestruale pura, mentre oltre la metà ha a che fare con la forma correlata.

domenica 14 ottobre 2012

Mal di testa: c’è anche quello “da turni”



mal di testa cause e mal di testa da turni
La regolarità di un buon sonno, si sa, rappresenta sempre più la chiave di un buono stato di forma fisica e dunque, di conseguenza, di salute in senso più ampio. Il giusto riposo è una delle armi migliori che il nostro organismo ha a sua disposizione per sostenere le difese immunitarie, e la sua mancanza di contro può dar origine a diversi problemi di diversa entità.

Mal di testa: cause sempre più vaste e specifiche sono alla base di emicranie e cefalee che più o meno regolarmente assillano milioni di italiani. Tra le innumerevoli tipologie di mal di testa ce n’è una legata in particolare proprio al riposo e ai ritmi del sonno.

Si tratta del cosiddetto “mal di testa da turni di lavoro”, che si verifica quando il lavoratore è sottoposto a continui cambiamenti di orari nell’ambito della sua attività che lo costringono a dormire ora di giorno, ora di notte, poi ancora di giorno e così via, alternando in continuazione il periodo in cui dedicarsi al riposo e dunque al recupero di preziose energie vitali.

Nei soggetti particolarmente sensibili, il mal di testa può insorgere anche dopo brevissimo tempo a segnalare la difficoltà dell’organismo a seguire ritmi irregolari, come capita di frequente ad alcune categorie di lavoratori come operai turnisti, infermieri e medici soggetti a turni e reperibilità, camionisti costretti a viaggiare di notte, e così via.

venerdì 29 giugno 2012

Mal di testa: sai quale ti affligge e come curarlo?


Spesso si corre il rischio di sottovalutarlo considerandolo un effetto quasi inevitabile di una vita quotidiana sempre più portatrice di preoccupazioni e stress psicofisico, ma ogni forma di mal di testa merita la dovuta attenzione, fosse anche un fatto episodico, per curare il malessere di cui è sentinella e scongiurarne il più possibile la ricomparsa.

Un primo passo per contrastare in modo efficace il mal di testa è innanzitutto quello di individuarne la tipologia (i ricercatori ne hanno riconosciute oltre 150 diverse forme riconducibili a 12 “gruppi”) tra emicrania, cefalee a grappolo o tensive, in assoluto le più frequenti. Ogni forma di mal di testa si distingue infatti per il diverso manifestarsi del dolore, sia per localizzazione che intensità, e qualcuna fa anche vere e proprie distinzioni di genere.

Se l’emicrania è pressoché una prerogativa del mondo femminile, con dolore di intensità variabile e di tipo pulsante che si può protrarre  da 4 ore a 3 giorni ed è solito ripresentarsi nel tempo a scadenze più o meno regolari, la cefalea a grappolo – caratterizzata da fitte di dolore più intenso ma di durata ben più breve, da 15 minuti a un massimo di tre ore – colpisce prevalentemente gli uomini. Per “catalogare” il proprio mal di testa, è sufficiente osservare dove si concentra: a un solo lato della testa (l’emicrania), su tutta la fronte o la stessa testa (tensiva) o in punti localizzati come uno zigomo, un occhio o alla tempia (a grappolo).

In caso di mal di testa ricorrente, è buona norma tenere un vero e proprio “diario” del disturbo, annotandone di volta in volta il momento della comparsa, la sua durata nel tempo e i probabili disturbi alla sua origine. Sarà quindi il medico, sulla base di questi elementi, a determinare il tipo di cefalea e la relativa terapia da adottare. Gli stessi principi attivi dei farmaci risultano infatti più o meno efficaci a seconda del tipo di mal di testa da trattare: in genere gli analgesici e antinfiammatori (tra cui il comune paracetamolo) sono indicati per combattere la cefalea tensiva e l’emicrania, mentre contro la cefalea a grappolo e l’emicrania di forte intensità si utlizzano solitamente i triptani, capaci di agire direttamente sui livelli di serotonina.